(…….. “Ed ecco gli incendi dei rossi, i blu notturni, i rosa carne, i verdi incupiti e i gialli crepitanti. Virati, ispessiti di materia, o sciolti fino alla trasparenza; toccati da zone d’ombra, contaminati o sfatti, o d’un subito accesi di una nuova luce, portati ad una nuova fragranza; attraversati da vibrazioni, sommovimenti, o come stagnanti in una atmosfera ferma, malata. Fatti pittorici, s’intende, ma di una pittura che attraverso la propria voce intende farsi più che mai voce della coscienza.
Claudio Spadoni, gennaio 1993